11 febbraio 2015

I VERBALI. Processo “Gotha 3” a Barcellona Le dichiarazioni del pentito. D’Amico: I nomi degli insospettabili (PARTE TERZA)



Carmelo D'Amico
Processo "Gotha 3" La ricostruzione integrale della deposizione resa dal pentito barcellonese il 27 gennaio scorso.

D'Amico: "Di Salvo il mio padrino" - "Nel '91 hanno stabilito Santapaola e Riina che non dovevano esistere più i battesimi tradizionali.  - "Noi eravamo legati ai Santapaola" 
(PARTE TERZA)

di Nuccio Anselmo 11 febbraio 2015 - Gazzetta del Sud

La rete di contatti, di amici degli amici. Poi una serie di nomi alcuni poco noti, che non sono quasi mai venuti a galla, sulla dinamica della famiglia mafiosa barcellonese. Ecco la terza e ultima puntata delle rivelazioni che il pentito Carmelo D’Amico ha reso il 27 gennaio scorso deponendo all’udienza del processo d’appello “Gotha 3”. Dopo aver dato conto nelle due precedenti puntate del lungo esame cui è stato sottoposto dai sostituti della Dda Vito Di Giorgio e Angelo Cavallo, applicati a questo processo insieme al sostituto procuratore generale Salvatore Scaramuzza, questa ultima puntata è incentrata sull’esame condotto da uno dei legali che rappresentano le parti civili, l’avv. Fabio Repici. Esame che oltre a ripercorrere alcuni temi già trattati nel corso dell’esame dei due pm, fa evidenziare altri aspetti. Ecco quindi una sintesi con alcune delle domande e delle risposte che ha fornito in aula il collaboratore di giustizia nel corso dell’ultima parte dell’udienza, che è stata poi aggiornata al 26 febbraio prossimo. Ovviamente, tutte le persone citate sono da considerare estranee ad ogni contesto criminale fino a prova processuale contraria o fino ad una sentenza passata in giudicato. 

Avv. Repici: Ora lei ha raccontato di avere avuto anche una certa stretta frequentazione con Salvatore Di Salvo. Questa sua frequentazione con Di Salvo è successiva alla morte di Nino Ofria?
Rosario Cattafi
D’Amico: No, no, è precedente alla morte di Nino Ofria, perchè il Sem Di Salvo è diventato me patrozzo (il mio padrino n.d.r.) Infatti mi volevano per figlioccio a me Pippo Iannello e il Sem Di Salvo. Questo è successo subito dopo che avevo ucciso quella persona, un chiofaliano in discoteca, l’avevamo ucciso e dopo qualche giorno il Nunziato Mazzù, il cognate di Antonino Ofria e Sem Di Salvo, mi disse di prendermi come padrino a Sem Di Salvo. E così il Di Salvo è stato il mio padrino. 
Avv. Repici:        Mi pare di capire che quindi Sem Di Salvo è stato suo padrino prima dell’omicidio di Pippo Iannello?
D’Amico: Sì.
Avv. Repici: E riesce a ricordare la data, l’anno?
D’Amico: Si, il Pippo Iannello è stato ucciso…
Avv. Repici: No, non dell’omicidio. Della circostanza in cui Sem Di Salvo divenne il suo padrino?
D’Amico: Subito dopo io gli posso dire con certezza due giorni dopo tre giorni dopo che ho ucciso Antonino Grassi alla discoteca.
Avv. Repici: ma quando dice padrino a cosa fa riferimento?
D’Amico: non ho capito
Avv. Repici: lei ha detto che le fu consigliato…che c’erano due persone che volevano farle da padrino e che da Nunziato Mazzù le fu consigliato di scegliere come suo padrino Salvatore Di Salvo. Se io non ho capito male? Giusto?
D’Amico: si.
Avv. Repici: in che cosa consisteva essere suo padrino, come Salvatore Di Salvo è stato suo padrino?
D’Amico: niente, solo padrino di chiamata. Poi è stato pure mio compare, perchè praticamente la sua moglie ha lavato il fazzolettino quando ho battezzato mio figlio… perchè il cognate di Sem Di Salvo, Franco Maggio, ha battezzato praticamente mio figlio…Era padrino di chiamata. Non c’era più il battesimo che l’uomo d’onore, questo e quell’altro. Perchè negli anni ’91 hanno stabilito Nitto Santapaola e Totò Riina che non dovevano esistere più il battesimo in quanto per il fattore dei collaboratori di giustizia.
Avv. Repici: ho capito. Quindi le faccio la domanda diretta, visto quello che lei ha detto. Il padrino era inteso nel senso dell’organizzazione mafiosa e lui era diciamo il garante.
D’Amico: no, io già ero entrato nell’organizzazione mafiosa. Io ero praticamente vicino ad Antonino Ofria nell’89. Io facevo parte già dell’associazione mafiosa. Però siccome praticamente mi vedevano, mi hanno visto un tipo molto sveglio e molto attivo praticamente, quindi chi mi voleva…io portavo la macchina a Pippo Iannello, la macchina blindata anche, io camminavo con Nunziato Mazzù, con Sem Di Salvo, con Ofria, gli portavo la macchina blindata a Pippo Iannello. Comunque, ho fatto parte anche dell’esecuzione di Pippo Iannello, e del duplice omicidio di Iannello e Benvegna insieme ai santapaoliani.
Avv. Repici: quindi quando lei stamattina ha detto che altre volte aveva visto Cattafi in giro però non lo aveva incontrato personalmente le è capitato di vederlo insieme a Mafiosi della famiglia di Barcellona?
D’Amico: si.
Avv. Repici: ecco, uno mi pare di essere Angelo Porcino e l’altro Ciccino Cambria.
D’Amico: e Ciccino Cambria anche.
Avv. Repici: senta, sa dove si trovano le abitazioni in possesso di Ciccino Cambria?
D’Amico: si. Ciccino Cambria abita…
Avv. Repici: e fuori di Barcellona sa se Cambria possedesse, avesse nella disponibilità immobili fuori dal Comune di Barcellona?
D’Amico: si, nella villa a Saiatine.
Avv. Repici: e lei sa, ha mai saputo se in quella villa Ciccino Cambria abbia mai incontrato altri Mafiosi della famiglia di Barcellona?
D’Amico: si, andavamo tutti da Ciccino Cambria. Lui se ne andava praticamente in questa villetta praticamente nell’estate. Siamo andati spesse volte io e Sem Di Salvo e altri soggetti a trovare Ciccino Cambria.
Avv. Repici: quindi lei ha visto anche Sem Di Salvo da Cambria. Ha mai incontrato Giovanni Rao in quell’immobile?
D’Amico: in quell’immobile no, Giovanni Rao lo incontravo alla CEP insieme a Cambria, praticamente agli Uffici della Cep o all’impianto della Cep. Prima gli uffici la Cep ce li aveva accanto alla scuola commercial di Barcellona, nel palazzo che c’è mi sembra verdino a piano terra.
Avv. Repici: ma lei ha mai saputo se Rao ha mai frequentato la villa di Saiatine di Cambria?
D’Amico: da Ciccino Cambria andavano tutti i maggiorenti del gruppo lo andavano a trovare, perchè Ciccino Cambria era il cassiere dell’organizzazione, tutti I soldi li teneva Ciccino Cambria.
Avv. Repici: senta, lei ha partecipato o ha mai avuto notizie del matrimonio di Giuseppe Gullotti?
D’Amico: si.
Avv. Repici: lei era presente?
D’Amico: mi ricordo che all’epoca si è sposato alla Ruota, al ristorante La Ruota.
Avv. Repici: e di chi era La Ruota?
D’Amico: del fratello di Ciccino Cambria
Avv. Repici: lei fu presente?
D’Amico: no, no. io non ci fui. Sono stato presente a girare affinchè non ci fosse qualcuno che praticamente diciamo siccome c’era la guerra con Chiofalo siamo stati con gli occhi aperti che qualcuno gli facesse qualche agguato o qualche altra cosa. Però mi ricordo che c’erano , sopra La Ruota, il ristorante La Ruota, al secondo piano mi sembra che è libero no, e si sono messi appostati Enzo Messina armato e altri soggetti armati. Comunque a questo matrimonio hanno partecipato un sacco di Mafiosi, un sacco di ‘ndranghetisti, tra cui i fratelli Morabito di Africo me li ricordo bene perchè avevano gli impermeabili tutti bianchi. Le posso dire questo.
Avv. Repici: lei, anche in epoca successive, o nell’immediatezza, seppe chi erano i testimoni di nozze di Giuseppe Gullotti?
D’Amico:  no, questo non me lo ricordo.
Avv. Repici: senta lei ha mai conosciuto un tale Felice Spinella?
D’Amico: si.
Avv. Repici: poichè ci sono piu persone con questo nome a Barcellona, questo Felice Spinella che lei ha conosciuto dove vive in alcuni periodi dell’anno?
D’Amico: no in alcuni periodi, sta sempre in Francia.
Avv. Repici: ah, ecco, quindi lei conosce il Felice Spinella diciamo che stabilmente vive in Francia?
D’Amico: si, e ogni tanto scende a Barcellona.
Avv. Repici: lei che tipo di rapporti ha avuto con Spinella?
D’Amico: non ho capito scusi.
Avv. Repici: lei che tipo di rapporti ha avuto con Spinella?
D’Amico: guardi, non so se ne posso parlare con..
Avv. Repici: e allora basta che lei mi dica solo se ha avuto rapporti di tipo illecito relativi all’organizzazione mafiosa della quale lei faceva parte oppure se aveva rapporti leciti?
D’Amico: diciamo che…rapporti illeciti
Avv. Repici:  illeciti?
D’Amico: si.
Avv. Repici: e senta…sa se Felice Spienella aveva rapporti con Giuseppe Gullotti?
D’Amico: si.
Avv. Repici: sa se Felice Spinella aveva rapporti con Sem Di Salvo?
D’Amico: si.
Avv. Repici: sa se Felice Spinella aveva rapporti con Rosario Cattafi?
D’Amico: si.
D’Amico: si, li ho visti anche insieme.
Avv. Repici: quindi tra le altre persone con le quali ha visto nominare Cattafi c’è anche Felice Spinella?
D’Amico: si.
Avv. Repici: lei sa se con Spinella c’era anche Giovanni Rao?
D’Amico: si.
Avv. Repici: il si è che sa che aveva rapporti con Giovanni Rao?
D’Amico: si, aveva rapporti con Giovanni Rao.
Avv. Repici: senta, al fine di cercare una collocazione temporale la più precisa possibile di questa riunione, di questa mangiata al casolare, lei ha fatto un riferimento, io non le chiedo di raccontare il delitto in se. Ha fatto un riferimento dell’omicidio di tale Mazza. Può riferire se l’omicidio avvenne prima o dopo quella riunione?
D’Amico: se non ricordo male l’omicidio Mazza è avvenuto dopo la riunione, mi sembra, fine luglio o Agosto del ’93.
Avv. Repici: quando dice che è stato fine luglio o Agosto, cosa Agosto?
D’Amico: che abbiamo ucciso Mazza.
Avv. Repici: senta, lei ha mai conosciuto Filippo Barresi?
D’Amico: certo.
Avv. Repici: aveva un ruolo nella sua organizzazione?
D’Amico: si.
Avv. Repici: in sintesi può riferire se avesse un ruolo di vertice o diciamo a livello più basso?
D’Amico: no, Filippo Barresi aveva un ruolo di vertice. Ha partecipato anche lui insieme a me ad alcuni omicidi. Si occupava di tutto Filippo Barresi.
Avv. Repici: allora le faccio una domanda più in generale. Il tenore dei suoi rapporti  con Salvatore di Salvo, per il periodo in cui lei ha mantenuto quei rapporti, era di assoluta frequenza oppure capitavano mesi o intere settimane nelle quali non vi vedevate?
D’Amico: no no, tutti i giorni ci vedevamo. Camminavamo insieme, andavamo a prelevare soldi di estorsioni, a fare altro. Sempre insieme. Io, lui e Nunziato Mazzù.
Avv. Repici: le ha mai conosciuto o sentito parlare di un tale Muscianisi?
D’Amico: Muscianisi, bisogna vedere chi Muscianisi. Muscianisi c’è un soggetto che era ergastolano che abitava a Fondaco Nuovo e so che è morto.
Avv. Repici: e oltre a questo ne ha conosciuto o sentito parlare?
D’Amico: Muscianisi… non mi ricordo.
Avv. Repici: senta, la sua organizzazione aveva rapporti con esponenti a Milazzo? Nel senso che c’erano delinquenti di Milazzo legati alla vostra organizzazione?
D’Amico: si.
Avv. Repici: lei ha mai conosciuto un certo Santino Napoli?
D’Amico: si.
Avv Silvestro: presidente chiedo scusa, dico, io vorrei semplicemente capire quali sono per la Corte – chiedo scusa collega – i limiti, la sfera, entro i quali ci possiamo muovere, entro cui si può fare l’esame e il contro esame. Da premettere che le difese non conoscono assolutamente le dichiarazioni del D’Amico.
Avv. Repici: ma neanche io.
Avv Silvestro: e appunto, questo è il punto.
Avv. Repici: ma l’informativa del Gico di Firenze la conosco..
Avv Silvestro: anche nel contro esame a questo punto il nome è di tutte le persone della provincia.
Presidente Tripodi: voglio dire, vale per il difensore  della parte civile e vale per voi. Nel momento in cui c’è un soggetto si suppone che la domanda successiva ci permetta di capire quale è il collegamento con Cattafi.
Avv Silvestro: però già abbiamo fatto un nome di una persona che non è stata mai indagata.
Avv. Repici: a me non interessa se sia stata indagata. Io sto facendo domande sul materiale probatorio in atti.
Avv Silvestro: si può spazziare liberamente su questo?
Presidente Tripodi: il problema è che poi chi controlla il vostro spaziare deve a un certo punto capire quale è il nesso con Cattafi. Se non c’è il nesso con Cattafi interrompe.
Avv. Repici: presidente ho riferito pure l’atto in cui c’è traccia. Quindi io le avevo chiesto di Santino Napoli. Lei ha detto che lo ha conosciuto. Santino Napoli aveva relazioni con la sua organizzazione?
D’Amico: si.
Avv. Repici: sa se conoscesse Giuseppe Gullotti?
D’Amico: si.
Avv. Repici: Rosario Cattafi?
D’Amico: non lo so.
Avv. Repici: senta, lei ha riferito di essere stato arrestato il 3 settembre 1993 per il triplice omicidio. Ha riferito anche di un periodo dell’estate ’93 che lei e Di Salvo trascorreste a Marchesana. Quando lei venne arrestato il 3 settembre era periodo in cui lei ancora viveva a Marchesana?
D’Amico: no, ero salito da qualche …da un giorno, due giorni se non ricordo male.
Avv. Repici: era rientrato a Barcellona da qualche giorno?
D’Amico: si si si. Un giorno due giorni aveva, perchè era il 3 settembre, mi ricordo fino al 30-31 agosto siamo stati lì a mare se non ricordo male.
Avv. Repici: lei ha fatto riferimento a quel periodo anche per raccontare una conversazione avuta con Salvatore Sem Di Salvo, sempre riguardante Cattafi.
D’Amico: si.
Avv. Repici: Di Salvo le disse che Cattafi faceva parte di questa loggia occulta. Lei riferì I nomi di altri… lei ha detto che Cattafi era uomo d’onore della famiglia di Barcellona, di altri uomini d’onore della famiglia di Barcellona che facevano parte di questa medesima loggia?
D’Amico: no.
Avv. Repici: quindi l’unico che lei ha saputo è Cattafi?
D’Amico: si.
Avv. Repici: riesce a ricordare in che modo, per quale ragione, Salvatore Di Salvo parlandole di Cattafi a seguito delle sue domande le disse questa appertenenza alla loggia massonica?
D’Amico: perchè mi ricordo che abbiamo preso, ho preso il discorso di Saro Cattafi, perchè ero rimasto un pochettino, infatti sempre ribadivo che lo dovevo uccidere, poi l’ho trovato la, poi questo poi quello, e praticamente mi aveva detto perchè Saro Cattafi sapeva direttamente dov’era il covo di Nitto Santapaola, e poi mi disse che il Saro Cattafi appartaneva a questa loggia massonica occulta insieme al senatore Nania che comprendeva tutta la Sicilia e la Calabria.
Avv. Repici: si, però vorrei una precisazione. Sem Di Salvo le disse se Cattafi faceva parte di circoli leciti, di associazioni private o che tipo di attività lecite svolgesse oppure se questa indicazione circa la loggia massonica si riferiva a un ruolo diciamo di Cattafi all’interno del mondo mafioso?
Avv. Silvestro: c’è opposizione.
Avv. Repici: no no no. l'organizzazione mafiosa  barcellonese ha mai avuto una qualche utilità da questa loggia massonica? Ha mai ottenuto qualche beneficio grazie alle interferenze di questa loggia massonica?
Presidente Trpodi: aspetti, riformuliamo  in questo senso.
Avv. Repici: la faccia lei presidente.
Presidente Trpodi: lei a prescindere da questa confidenza fattale da Di Salvo, lei di una loggia massonica operante a Barcellona, e in contatto con il suo gruppo o conosciuta dal suo gruppo, aveva notizie?
D’Amico: guardi, io il Di Salvo mi ha detto queste cose, però le ripeto che all’epoca, praticamente, non è che mi dicevano tutto praticamente.
Presidente Tripodi: si, io infatti le ho chiesto se lei per conoscenza diretta ne sapeva qualcosa?
D’Amico: l’unica cosa che mi ha detto..
Presidente Trpodi: no, no, la domanda è diversa. A parte quello che le ha detto Di Salvo, lei di suo, tramite i rapporti con altre persone del gruppo, conosceva o comunque aveva sentito parlare seppure vagamente di questa di una loggia massonica a Barcellona o il discorso massoneria era la prima volta che usciva fuori?
D’Amico: il discorso massoneria era la prima volta che usciva fuori.
Avv. Repici: all’epoca. Successivamente uscì più fuori?
D’Amico: si, si parlava praticamente che c’era, che c’era questa grossa loggia massonica tra Sicilia e Calabria e che comprendeva, c’erano intricate politici, Mafiosi, e anche altri soggetti.
Presidente Trpodi: ma quando dice si parlava il discorso resta generico. Si tratta sempre di quel colloquio con Di Salvo o di altro?
D’Amico: sempre di quel colloquio con Di Salvo.
Presidente Trpodi: quindi la sua informazione fu solamente relativa a quel colloquio con Di Salvo. o altri colloqui che ebbe con Di Salvo su quell’argomento?
D’Amico: si, poi altri colloqui con Di Salvo su quell’argomento.
Presidente Trpodi: comunque la sua fonte di conoscenza fu sempre Di Salvo?
D’Amico: si.
Avv. Repici: quando lei ha riferito delle confidenze di Di Salvo, in quella prima occasione e in successive occasioni, sugli appartenenti a questa loggia ha detto: “politici e anche altri soggetti”. Le fece riferimento ad altri soggetti istituzionali?
D’Amico: politici mi ha detto, avvocati, medici e quant’altro.
Avv. Repici: e Di Salvo le spiegò, lei riuscì a capire quale fosse la fonte di Di Salvo, come Di Salvo sapesse?
D’Amico: la fonte di Di Salvo era Giuseppe Gullotti. Lui perchè praticamente erano a stretto contatto con Saro Cattafi, il Gullotti e il Di Salvo e le sue fonti erano direttamente il Saro Cattafi e il Gullotti Giuseppe.
Avv. Repici: senta, lei ha mai conosciuto un tale Maurizio Sebastiano Marchetta?
D’Amico: si.
Avv. Repici: sa se aveva rapporti con la sua organizzazione?
D’Amico: ne faceva parte.
Avv. Repici: può riferire se il Marchetta fosse vicino a qualcuno dei vertici dell’organizzazione?
D’Amico: in particolare era vicino a Sem Di Salvo.
Avv. Repici: sa se Marchetta aveva rapporti con Rosario Cattafi?
D’Amico: si.
Presidente Trpodi: ovviamente la domanda è..com’è che lo sa?
Avv. Repici: alla fine glielo volevo domandare.
D’Amico: vedevo spesso a Marchetta Maurizio insieme a Rosario Cattafi di fronte al Comune dove il Saro Cattafi si recava sempre.
Avv. Repici: lei li ha visti insieme?
D’Amico: moltissime volte.
Avv. Repici: con Di Salvo le capitò mai di parlare di Marchetta Maurizio?
D’Amico: centinaia di volte.
Avv. Repici: a proposito dell’appartanenza di Marchetta al suo gruppo Di Salvo le disse qualcosa?
D’Amico: non ho capito la domanda.
Avv. Repici: lei prima ha detto che il Di Salvo faceva parte dell’organizzazione, se non ho capito male? Giusto?
D’Amico: si.
Avv. Repici: io non voglio fare la domanda diretta sul Di Salvo. Gliela faccio. Di Salvo le disse mai qualcosa sui rapporti tra Marchetta e Cattafi?
D’Amico: si, il Marchetta era legato al Saro Cattafi per quanto riguarda… perchè erano considerati da noi, il Marchetta come un nostro colletto bianco. E anche il Saro Cattafi, in qualità di avvocato, svolgevano funzioni a livello politico e altro. Per quanto riguarda il nostro gruppo.
Avv. Repici: può riferire in che periodo lei vide il Marchetta e il Cattafi insieme?
D’Amico: si, dopo, l’ho visto spesse volte che il Saro Cattafi è uscito dal carcere, mi sembra non mi ricordo…nel ’99-2000, quando è uscito il Cattafi dal carcere, nell’operazione dell’Autoparco di Milano.
 Avv. Repici: le volevo chiedere: lei da quando intrattenne per conto dell’organizzazione questi rapporti diciamo fuori dalla provincia di Messina, con soggetti estranei alla provincia di Messina?
D’Amico: si, dal ’96 in poi.
Presidente Tripodi: l’aveva detto, delegato da Gullotti.
Avv. Repici: si, il periodo mi interessava. Lei sa chi prima di lei intratteneva questi rapport. Cioè nel periodo precedente il ’96 – 97?
D’Amico: si, Giuseppe Gullotti.
Avv. Repici:  Giuseppe Gullotti, lei sa dove intratteneva le sue relazioni con I Mafiosi della famiglia Santapaola?
D’Amico: si, qua a Catania.
Avv. Repici:  dunque Giuseppe Gullotti si recava a Catania per incontrare i vertici della organizzazione Santapaola?
D’Amico: si.
Avv. Repici:  no signor Presidente, io soltanto alcune precisazioni e andiamo a chiudere. A proposito di Aldo Ercolano, lei sa se altri componenti della sua famiglia di sangue facevano parte dell’organizzazione Santapaola?
D’Amico: si si. Nell’organizzazione da noi facevano parte della famiglia Santapaola. Noi appertenevamo alla famiglia, eravamo legati alla famiglia Santapaola.
Avv. Repici:  va bene. Sono sul finire. Aldo Ercolano a lei risulta con quali soggetti della mafia barcellonese abbia avuto rapporti?
D’Amico: mi risulta con Gullotti, con un altro soggetto e so che aveva dei rapporti con altri soggetti.
Avv. Repici:  sa di rapporti tra Saro Cattafi e la famiglia Ercolano?
D’Amico: si, sapevo che il Saro Cattafi aveva rapporti anche con la famiglia Ercolano.
Presidente Tripodi: e la fonte di ciò? Cioè, com’è che sapeva questo?
D’Amico: sempre tramite Sem Di Salvo.
Avv. Repici:  lei ha mai conosciuto Sebastiano Rampulla?
D’Amico: si.
Avv. Repici:  sempre da parte sua in quanto componente dell’organizzazione barcellonese o per altro?
D’Amico: no, sempre in quanto componente dell’organizzazione barcellonese.
Avv. Repici:   Sebastiano Rampulla, per quello che lei sa, aveva avuto rapporti con altri esponenti di vertice dell’organizzazione barcellonese?
D’Amico: si.
Avv. Repici:   e può riferire i nomi?
D’Amico: con Salvatore Sem Di Salvo, Bisognano Carmelo, poi con me, poi con mio compare Melo Trecarichi. Altri soggetti non ne ricordo. Poi c’era il fratello Pietro. Pietro il fratello di Sebastiano aveva rapporti diretti con Pippo Gullotti.
Avv. Repici:  sa se qualcuno dei Rampulla avesse dei rapporti con Rosario Cattafi?
Avv. Repici:  la domanda era stata su Sebastiano Rampulla in origine. Poi ha aggiunto una cosa su Pietro Rampulla, l’ha aggiunta lui, il dichiarante. Sa se Pietro Rampulla ha avuto rapporti con Rosario Cattafi?

D’Amico: non lo so. So che Pietro Rampulla ha avuto rapporti sempre diretti con Pippo Gullotti, che si rapportavano al clan di Peppino Farinella, del mandamento di San Mauro Castelverde, io ho avuto i rapporti anche con suo nipote, Domenico Virga, e il ruolo che abbiamo avuto noi barcellonesi.

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